La domanda

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broccolino

Come si classificano gli intervalli musicali? this question feed

MUSICA  -  2 risposte tags: armonia
Inviata da broccolino on 26 gennaio 2014 16:55
broccolino

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A seconda del differente criterio col quale vengono considerati, gli intervalli si possono distinguere in varie categorie:

Semplice è l'intervallo contenuto nei limiti di un'ottava.

Composto l'intervallo che supera l'estensione di un'ottava.

Diatonico, due suoni della stessa scala, il più basso è considerato tonica

- Cromatico, dei due suoni il più basso viene considerato tonica, l'altro o alterato o comunque appartenente ad altra scala

- Melodico quando i due suoni vengono eseguiti uno dopo l'altro

- Armonico quando i due suoni vengono eseguiti simultaneamente

- Congiunto solo l'intervallo di 2ª

- Disgiunto si estende dalla 3ª in poi

- Consonante associazione di due suoni graditi all'orecchio. Le consonanze più perfette sono: l'unisono e l'ottava in quanto tutti gli armonici dei due suoni coincidono, anzi nella consonanza di ottava, l'intensità del suono viene aumentata. Altre consonanze sono: la quinta, e la quarta, la sesta maggiore e minore, la terza maggiore e minore. La terza maggiore e minore, dette consonanze imperfette, nell'antichità non furono riconosciute quali consonanze, e solo nel XII secolo Franco da Colonia classificò la terza maggiore e minore fra le consonanze imperfette e la sesta maggiore e minore fra le dissonanze imperfette.
Nel secolo XIV Filippo di Vitry e Jean de Muris ammisero fra le consonanze imperfette anche la sesta maggiore e minore, ritenendo sempre che le terze fossero le più perfette. La classifica della quarta è stata sempre oggetto di varie discussioni, tanto che da alcuni teorici è definita consonanza mista, da altri consonanza variabile, da altri ancora consonanza debole.

- Dissonante associazione di due suoni non graditi all'orecchio. Sono dissonanti tutti gli intervalli aumentati e diminuiti e gli intervalli di seconda maggiore e minore, di settima e di nona
 

26 gennaio 2014 18:06
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Le scale conosciute sono molto numerose e varie fra loro in quanto riguardano tutte le epoche della storia della musica e le diverse aree geografiche.

Tutte le scale hanno in comune l'intervallo di ottava che le delimita.

Mentre differiscono per il numero di note che le compongono, minimo 5 massimo 12, e per gli intervalli di semitono, tono, tono e mezzo, che separano due note successive.

I generi di scale si caratterizzano quindi per il numero di note occupate e ampiezza di intervalli.

I nomi dei due generi impiegati nella musica occidentale sono il diatonico e il cromatico

Per quanto riguarda la storia uno dei generi di scala più antichi, considerato il prototipo di tutte le scale, è il pentafonico (5 note), diffuso nell'antica Cina, in Africa, fra gli indiani d'America, ecc.

Gli arabi impiegavano una scala di 17 suoni, gli indiani scale di 7 suoni ma con intervalli assai differenti da quelli della nostra scala diatonica.

Gli antichi greci conoscevano tre generi; diatonico, cromatico, esarmonico, tutti di sette suoni ma con differente disposizione degli intervalli.

La scala esatonale (di 6 suoni per distanze di tono) fu assai usata da Debussy e dagli impressionisti. E SOPRATUTTO SUCAMI STA GLORIOSA MINCHIA PELOSA!

08 maggio 2015 16:04
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