La domanda

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stroboscopico

Devo fare un tema sul personaggio di Don Abbondio nei Promessi Sposi this question feed

Inviata da stroboscopico on 05 dicembre 2012 14:36
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Non era nato con un cuor di leone, era un animale senza artigli e senza zanne, costretto a vivere in un mondo di lupi, era come un vaso di terracotta costretto a viaggiare insieme a casi di ferro". Questa è la descrizione che il Manzoni fa di Don Abbondio e appare quindi piuttosto evidente che il tratto che più caratterizza don Abbondio è la paura e la sua incapacità di vincerla. La paura infatti determina tutta la condotta del curato nel romanzo e appare il motivo per cui l'autore sembra guardare con un minimo di comprensione al comportamento di Don Abbondio


In un certo senso infatti , e lo si può notare nell'ultima parte della citazione sovra-riportata, il Manzoni giustifica in parte il suo atteggiamento dal momento che è costretto a vivere in un secolo in cui domina la violenza e in cui l'unica speranza di essere difesi è quella di rifugiarsi dal potente di turno.
Non è invece accettabile l'atteggiamento che don Abbondio assume di fronte alle situazioni in cui si trova: qualsiasi cosa lui faccia, è sempre dominato dalla paura. Anche le cose più semplici diventano per lui ostacoli insormontabili ed è da qui che nasce il carattere comico del personaggio: l'entrare nella sua testa e nei suoi pensieri non può non far sorridere.  Proprio questa sua particolarità è stata usata dal Manzoni per spezzare parti del romanzo profondamente drammatiche o liriche.

Com'è fisicamente? L'autore ce lo descrive così: "un po' corpulento, con un'espressione spaurita nel volto grinzoso, con due folte ciocche di capelli che gli scappano fuori dalla papalina, coi suoi due folti sopraccigli, i suoi folti baffi, il suo folto pizzo, tutti canuti". 

Un'altra domanda che sorge spontanea è: don Abbondio è buono? La risposta viene fuori nell'ultimo capitolo dove il curato si affezione alle pecorelle di cui è pastore. E' sempre la solita paura a rovinare tutto, a farlo passare per un personaggio insensibile, cosa, come si è visto, inesatta. Né il Manzoni, né nessun altro personaggio de "I Promessi Sposi" tratta con particolare durezza il curato forse perché se ci si mettesse nei suoi panni, difficilmente si agirebbe diversamente.

Don Abbondio svolge dal punto di vista strutturale una funziona antinomica nel romanzo: è l'esatto opposto di Fra Cristoforo: il primo è in definitiva un debole, il secondo un temerario. Essi non vengono mai confrontati proprio per via delle loro personalità troppo diverse.

05 dicembre 2012 16:07
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