La domanda

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birba

Mi fate il riassunto del capitolo ottavo dei Promessi Sposi, quello dell'addio ai monti? this question feed

Inviata da birba on 08 febbraio 2013 11:59
birba

Tutte le risposte

Don Abbondio abbandona il libro in cui era immerso e dice a Perpetua a far salire Tonio. Scesa in strada, Perpetua incontra Agnese che, fingendo di passare di lì per caso, la coinvolge in una conversazione a proposito di alcune maldicenze sul suo conto.

Tonio e Gervaso accedono allo studio del parroco e nel frattempo Renzo e Lucia raggiungono il pianerottolo della canonica. Tonio salda il suo debito. Il curato conta le monete, restituisce il pegno e inizia a compilare la ricevuta.

Al segnale stabilito entrano anche i due promessi. Renzo dice l'intera formula, e nel frattempo Lucia viene interrotta dal parroco che si rifugia poi in una stanza attigua. Don Abbondio chiede aiuto dalla finestra. Ambrogio, il sacrestano, suona precipitosamente le campane per richiamare gente.

I rintocchi svegliano l'intero paese. La gente scende in strada. I tre bravi che erano all'osteria, escono per una ricognizione; poi chiamano i compagni che si erano appostati al casolare per il rapimento di Lucia.

Agli ordini del Griso, il gruppo dei bravi penetra in casa della ragazza, ma non trova Lucia. Menico, tornato dal convento, entra in casa di Lucia. Appena entrato il povero ragazzo viene afferrato dai bravi. Spaventati però dal suono delle campane gli energumeni lasciano andare Menico e fuggono all'impazzata. Il Griso li richiama all'ordine e la fuga prosegue a ranghi compatti.

Agnese intanto cerca di distrarre Perpetua, ma, udite le grida di don Abbondio e i rintocchi, le due donne si dirigono verso la canonica. Renzo e Lucia si ricongiungono con Agnese e vengono raggiunti da Menico, che dice loro di fuggire verso il convento e li segue per un tratto. Intanto la gente si riunisce in piazza e si reca da don Abbondio.

Visto che quest'ultimo non è più in pericolo, la folla si sposta alla casa di Lucia e scopre che le due donne sono sparite. Arriva poi la notizia che le donne siano salve e tutti si ritirano. Il console del paese di Renzo e Lucia viene minacciato da due bravi di don Rodrigo che gli intimano di non riferire al podestà i fatti della notte precedente, quella dell'incursione in casa di Lucia.

Renzo, Lucia, Agnese si sono Nel frattempo allontanati attraverso i campi, accompagnati da Menico che, raccontata la sua avventura, viene poi rimandato a casa. I tre fuggitivi giungono al convento di Pescarenico. Dopo aver vinto le resistenze di fra Fazio, il sacrestano, fra Cristoforo li fa entrare nella chiesa del convento ed illustra i piani di fuga che ha predisposto per loro. Dopo aver pregato per don Rodrigo, i tre lasciano il convento e si dirigono verso il lago. Raggiunto il lago, i tre salgono su una barca. Lucia piange segretamente e c'è la famosa pagina con il commosso addio ai monti e ai luoghi natii.

 
08 febbraio 2013 12:24
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"Carneade! Chi era costui?" si sta chiedendo il curato, con un libretto aperto davanti senza poter immaginare cosa gli sta per capitare.

Perpetua annuncia al curato l'arrivo di Tonio. Don Abondio è seccato dell'ora, ma preoccupato dei suoi soldi, il curato l'autorizza a farlo entrare. La donna scende ad aprire ma si trova davanti anche Agnese che, con l'astuta scusa di parlare delle calunnie sul conto del mancato matrimonio, la trascina lontano. Tonio e Gervaso possono entrare e, poco dopo, Renzo e Lucia li raggiungono senza farsi vedere. Si dà così l'avvio alla grande scena, tragica e allo stesso tempo del tentativo di matrimonio. Al lume della lucerna, Tonio tira fuori le venticinque berlinghe; il curato le conta, estrae la collana che ha in pegno dal cassetto e mentre mette un po' di nero sul bianco come ricevuta, fra i due fratelli compaiono Renzo e Lucia. Renzo subito dice che quella è sua moglie, ma lei riesce a pronunciare: "e questo..." ma viene interrotta da don Abbondio che sconvolge la tavola, copre con un tappeto Lucia quasi a soffocarla e grida "Perpetua! Perpetua! Tradimento! Aiuto!..." scappado veloce come un gatto nella stanza vicina.

Il sacrestano Ambrogio, svegliato di soprassalto, balza con le brache sotto il braccio a dar l'allarme. Ai sinistri rintocchi il paese è in subbuglio, la gente accorre, alcuni stanno a vedere. Lo scampanio allarma gli sposi, i testimoni, Perpetua, Agnese ed Anche i bravi, che guidati dal Griso, stanno dando l'assalto alla castta vuota di Lucia. Costoro avevano messo sottosopra la casa al buio, quindi il Griso acceo sil suo lanternino, era entrato nella stanza, ma non vi aveva trovato nessuno; l'azione svoltasi nella solitudine e nel silenzio, fu interrotta dall'urla di Menico e subito dopo dalla tempesta di rintocchi in fila. I bravi si scompigliano, s'urtano a vicenda, solo l'autorità del Griso riuscirà a riordinarli e farli battere in ritirata. Perpetua corre nalla canonica, mentre i due sposi rimasti promessi s'imbattono in Agnese.

Mentre Renzo consigliava di correre a casa, sopraggiunge Menico che li informa contemporaneamente che ci sono i diavoli in casa di Lucia e che padre Cristoforo chiede loro di recarsi immediatamente al convento. Renzo, l'unico che conserva in quel momento un po' di lucidità, accetta senza indugi la proposta e trascina le due donne attraverso il paese ancora deserto fino ai campi avviandosi alla chiesa di padre Cristoforo; ognuno col suo angoscioso tormento.

Giunti al convento, trovano la porta aperta e lì dentro scorgono, illuminato dalla luna, padre Cristoforo assieme al sagrestano fra Fazio. Quest'ultimo, scandalizzato dall'ingresso nel convento di due donne di notte, viene messo a tacere da padre Cristoforo con la citazione in latino di una frase di san Paolo: Omnia munda mundis (tutto è puro per chi è puro). Si rallegra che tutti siano salvi; nulla sa del tentativo di matrimonio a sorpresa. Il frate comunica con maggior dettaglio il tentativo da parte di don Rodrigo di rapire Lucia e del pericolo scampato. Inoltre comunica di aver predisposto la fuga dal paese della coppia in due conventi diversi: per le due donne in una località non precisata e Milano per Renzo. Da quindi istruzioni per attraversare il lago tramite un barcaiolo amico e quindi il passaggio su un baroccio fino alla meta. Dopo essersi fatto consegnare le chiavi delle case, invita alla preghiera invocando Dio nell'aiuto alla conversione di don Rodrigo in quanto a differenza lodo privo del conforto della fede. Quindi li congeda, così mentre fra Cristoforo rientra in sagrestia, Renzo, Lucia e Agnese si avviano verso il lago dove trovano il barcaiolo pronto a traghettarli. Si apre quindi una pagina descrittiva, un notturno sul lago, di intensa capacità evocativa che trasmette al lettore una sensazione di quiete che contrasta fortemente con il ritmo acceso delle pagine precedenti.

Lucia, si abbandona sulla barca e piangendo dà l'addio ai monti, ai torrenti, alle ville, alla casa, alla chiesa. E' un addio che è un coro, come quello ad Ermengarda morente nell'Adelchi: il poeta traduce in lingua poetica i pensieri che Lucia può dire solo in lacrime. Chi canta l'addio è il poeta e non l'umile contadinella, interprete di un mondo di angoscie e di affanni.

Il Manzoni, insieme con Lucia, trova conforto nel pensiero che Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, de non per prepararne loro una più certa e più grande.

24 febbraio 2013 16:40
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