La domanda

2
trifola

Mi parlate della scuola siciliana? this question feed

 Devo fare un breve tema

Inviata da trifola on 18 novembre 2012 23:01
trifola

La scuoa siciliana segna l'esordio della poesia in volgare italiano.

Le prime poesie in un volgare italiano si scrivono nell'Italia meridionale, alla corte di Federico II, probabilmente nel terzo decennio del secolo. La lingua in cui esse erano scritte doveva essere, per avviso comune degli studiosi, un siciliano "illustre" depurato dei tratti dialettali più marcati e ricco di latinismi e provenzalismi: diversa, quindi, più raffinata e colta rispetto al siciliano "quod prodit a terrigenis mediocribus" ("come suona in bocca ai nativi di media estrazione") condannato da Dante nel De vulgari eloquentia (I xii 6) come idioma rozzo e inadatto alla letteratura. Lo stesso selezionatissimo repertorio lessicale adoperato dai lirici siciliani, e lo stretto legame con i trovatori allontanava del resto questa poesia dal registro quotidiano e realistico che avrebbe richiesto un'aderenza maggiore al dialetto, e spingeva invece gli autori a confrontarsi con le lingue della tradizione colta, quelle che erano state adoperate nei testi letterari che servivano da modello ai loro propri esperimenti di poesia: il latino e il provenzale.

Di quale natura, quanto stretto fosse il controllo che l'imperatore esercitava su questa poesia è difficile dire. I poeti siciliani scrivono quasi esclusivamente d'amore: i pochi testi d'argomento morale appartengono quasi tutti ad autori della seconda generazione (Re Enzo, Mazzeo di Ricco), quella che probabilmente o certamente venne a contatto con la poesia toscana, e, soprattutto, sfruttano il genere metrico che nella considerazione dei duecentisti resterà sempre subordinato alla canzone, il sonetto. Le tenui allusioni alla vita politica contemporanea contenute nella quinta stanza della canzone Ben m'è venuto di Giacomo da Lentini giungono al termine di un testo amoroso e hanno funzione di similitudine, nulla più (la donna orgogliosa come Firenze o come Milano, ostili a Federico II, e che dovrebbe invece seguire l'esempio della più generosa - e filoimperiale - Pisa).

18 novembre 2012 23:56
Voto positivo
0%
Voto negativo
0%

ASKuola non valuta nè garantisce l'accuratezza dei contenuti inviati dagli utenti. Leggi le Condizioni di Utilizzo del Servizio

.