La domanda

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missluna78

mi serve il riassunto di natan e mitridano e calandrino lapidato subito è urgente! grazie in anticip this question feed

Inviata da missluna78 on 03 settembre 2013 12:42
missluna78

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Ecco il riassunto della novella di Natan e Mitridanes che è la terza della decima giornata ed è narrata da Lauretta:

Nella nobilissima Bologna, viveva un certo Gentil de’ Carisendi, il quale era innamorato di donna Catalina, moglie di Niccoluccio Caccianimico, e non era ricambiato.

La donna, a quel tempo gravida, fu colpita da una grave malattia, e in breve tempo in lei scomparse ogni segno di vita e, poiché il bambino che portava in grembo era stato concepito da poco, i parenti decisero di seppellirla. Gentile, saputa questa notizia, come segno estremo del suo amore, decide di profanare la tomba di Catalina per porgerle un bacio, non avendo potuto farlo mentre lei era in vita.

Facendo ciò, si accorge miracolosamente che Catalina, sebbene molto debole, era ancora in vita e decide di trasportarla a casa sua per curarla. Qui Catalina e il bambino nel suo grembo guariscono completamente e la fanciulla partorisce un bel figlio maschio. Gentile decide allora di invitare a pranzo alcuni amici per mostrare loro Catalina, la cosa più cara che aveva, perché aveva saputo che questa fosse un’usanza dei Persi per onorare gli amici cari.

Prima di chiamare Catalina, Gentile chiede un parere agli amici, domanda loro se fosse giusto che un uomo richiedesse indietro un suo servo, che aveva abbandonato perché malato, all’uomo che l’aveva trovato e curato. Un uomo risponde per tutti che non era legittimo perché, abbandonando il suo servo, il primo uomo non aveva più nessun diritto su di lui.

L’uomo che aveva risposto era proprio Niccoluccio Caccianimico, il marito di Catalina e quando questa viene mostrata agli invitati e avendo Gentile sottolineato che il servo della domanda precedente rappresentava la fanciulla, capisce che rispondendo aveva perso tutti i diritti sulla moglie e sul figlio.

Ma Gentile, notando il dispiacere e le lacrime sul viso di Niccoluccio, decide di rinunciare a Catalina, porgendola al marito, guadagnandosi l’amicizia della coppia e dei loro parenti.

03 settembre 2013 12:46
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Il riassunto di Calandrino lapidato e l'elitropia:

Nella città di Firenze, viveva un pittore di nome Calandrino, conosciuto per la sua semplicità di mente, il quale frequentava due altri pittori, Bruno e Buffalmacco, che lo prendevano spesso in giro.

Un giorno, Maso avendo visto Calandrino entrare in chiesa, lo seguì con un suo amico e, sedutosi su un banco, cominciò a parlare con l’amico delle magiche virtù di alcune pietre.

Allora Calandrino, incuriosito, si unì alla conversazione e chiese dove si trovavano. Maso gli rispose che erano poste nella terra dei Baschi, un posto dove c’erano cibo e vino in abbondanza. Calandrino volle sapere se si trovavano anche vicino a Firenze e Maso gli rispose che vicino alla loro città c’erano due pietre magiche: i macini di Settignano e l’Elitropia. Calandrino s’informò riguardo a quest’ultima da Maso, e seppe che si trovavano in un fiumicello a poca distanza dalle mura fiorentine e che erano tutte più o meno nere.

Così il pittore volle andare ad informare della sua scoperta anche i suoi due amici Bruno e Buffalmacco, con i quali si diedero appuntamento per raccogliere le pietre la domenica mattina a Porta San Gallo, sperando che da quel giorno sia diventato ricco e i suoi problemi sarebbero scomparsi.

Arrivato il giorno stabilito, i tre amici s’incamminarono e, arrivati al fiumicello, Calandrino cominciò a raccogliere volenterosamente ogni tipo di pietra nera che incontrava. A un certo punto Bruno e Buffalmacco, i quali anche loro stavano raccogliendo alcune pietre, cominciarono a chiedere dove fosse sparito Calandrino, per prenderlo in giro.

Alla fine i due arrivarono alla conclusione che il loro amico fosse diventato invisibile e che li avesse lasciati da solo. Così iniziarono a tirare delle pietre in aria mentre maledicevano il loro amico, ma in realtà lo vedevano benissimo davanti a loro e le pietre erano mirate tutte su di lui. Perciò il povero Calandrino fu costretto ad essere lapidato fino a Porta San Gallo senza emettere alcun gemito, perché non si voleva far scoprire dagli amici che però lo vedevano benissimo.

Arrivato a Porta San Gallo, anche le guardie fecero finta di non vederlo, essendo state in precedenza avvisate da Bruno e Buffalmacco.

Calandrino proseguì il suo cammino fino a casa, e durante il cammino non fu visto da nessuno poiché erano tutti a casa a mangiare.

Arrivato nella sua abitazione, la moglie lo vide e lo rimproverò di essere tornato tardi. Il pittore, essendo stato visto dalla moglie, si convinse che le donne avessero il potere di cancellare l’effetto della pietra magica e così la picchiò. Bruno e Buffalmacco, che da tempo lo seguivano sotto la casa, sentendo tutto quello schiamazzo, entrarono a casa di Calandrino, il quale si scusò con loro per averli lasciati da solo dopo essere diventato invisibile.

Poi i due convinsero Calandrino a non picchiare la moglie, perché la colpa era sua che si era fatto vedere da una femmina, pur sapendo bene che esse hanno la capacità di annullare l’effetto magico delle pietre. Poi se ne andarono in giro a raccontare lo scherzo, lasciando Calandrino a consolare la moglie.

03 settembre 2013 12:50
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Il riassunto di Calandrino lapidato lo puoi trovare qui:

http://www.askuola.com/index.php/question/ho-bisogno-di-un-riassunto-della-novella-di-calandrino-e-l-elitropia-del-decameron-di-boccaccio/1

Ciaooo

03 settembre 2013 12:53
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