La domanda

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armena

Quali sono le prime opere che ci sono giunte sulla geografia? this question feed

Inviata da armena on 18 dicembre 2013 11:28
armena

La prima descrizione del mondo conosciuto fu scritta nel VI-V secolo a.C. da Ecateo di Mileto, il quale suddivise la sua opera in due parti: Europa e Asia. Questa opera andava integrandosi ad una precedente rappresentazione della Terra vista da Anassimandro, oggi andata perduta. Molto probabilmente l’opera di Ecateo fu fonte di ispirazione letteraria e storica per l’opera più nota di Erodoto, vale a dire le Storie.

Un grande merito di Ecateo fu quello di aver sfrondato del mito molte delle conoscenze del mondo antico: ad esempio nelle opere di Omero troviamo più volte citato un certo fiume Oceano, pieno frutto della fantasia dell’aedo greco; Ecateo si dilungherà a spiegare la sua inesistenza. Il geografo di Mileto fu il primo ad utilizzare il termine “delta” per indicare la fine di un fiume, citando quello del Nilo, dove era stanziata la popolazione egiziana.

Un’altra opera arcaica importantissima fu il Geografia di Eratostene di Cirene, vissuto probabilmente nel III-II secolo a.C.: esso viveva nell’ambiente culturale fertile e denso di storia proprio di Alessandria d’Egitto.

Eratostene era infatti un celebre bibliotecario e in questa opera, composta in tre libri, descriveva le parti dell’ecumene e commenta un suo planisfero, suddiviso persino in paralleli e meridiani, rispettivamente otto e dieci; quest’ultima nozione si ispirava molto probabilmente alla carta del filosofo e del geografo Dicearco da Messina (IV secolo a.C.) sulla quale erano stati segnati per la prima volta un parallelo e un meridiano di riferimento che si incrociavano nell’isola di Rodi. Eratostene si impegnò persino di tracciare una stima approssimativa di quale potesse essere la misura circonferenziale della terra.

Egli, sapendo che a Siene, l’attuale Assuan, nel solstizio d’estate gli oggetti non davano ombra in quanto il sole era in verticale, misurò l’angolo che i raggi solari facevano nello stesso giorno ad Alessandria, situata 5000 stadi a nord di Siene.

Uno stadio egiziano valeva circa 157,5 metri. Questa differenza angolare risultò pari a 7° e 12’, cioè 1/50 dell’angolo giro e dell’intera circonferenza; dunque moltiplicò per 50 la distanza tra le due cittadine e valutò quindi in 252.000 la circonferenza terrestre, cioè 39.690 km, a fronte dei 40.009 km della lunghezza effettiva del circolo meridiano.

Questo ci fa capire come l’epoca di fioritura della cultura alessandrina, sia l’epoca che più ci tramanda nozioni scientifiche importanti e veritiere, spazzate via in seguito dai tempi bui dell’alto medioevo, che renderà vane molte di quelle scoperte. 

18 dicembre 2013 12:56
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