La domanda

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meloncino

Tema: Il genere fantascientifico-distopico nella letteratura straniera this question feed

Inviata da meloncino on 27 settembre 2013 12:16
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Gli enormi sconvolgimenti politici e ideologici che interessano l’Europa nella prima metà del ventesimo secolo, contribuiranno a creare un nuovo e potente tipo di scrittura fantascientifica, la narrativa anti-utopica o distopia, in cui si prefigurano scenari politico-istituzionali dominati da tecnologie asservite al controllo sociale e alla disumanizzazione del mondo.

"Noi" del russo Yevgeny Zamyatin (1924) ne diventa il prototipo, anche formale, più famoso, accanto alla altrettanto celebre produzione dello scrittore ceco Karel Capek, che nel suo R.U.R. (1921) introduce nell’immaginario collettivo il concetto e la figura del robot, che sarà poi sviluppata narrativamente da scrittori di genere, come Isaac Asimov [Io, Robot (1950)], o introdotto nella cinematografia come in Metropolis (1926) di Fritz Lang o in Il pianeta proibito (1956), riadattamento in chiave psicoanalitico-fantascientifica de La Tempesta di William Shakespeare.

Ne La fabbrica dell’assoluto (1922) e in Krakatit (1924) Capek inoltre tratteggia satiricamente i più vistosi vizi del secolo: lo strapotere delle macchine e la feticizzazione della scienza, fino a prefigurare l’invenzione della bomba atomica.

Un classico del genere fantascientifico-distopico è inoltre Il mondo nuovo (1932) di Aldous Huxley, in cui la società futura è prefigurata come totalmente asservita all’apparato tecnologico. 

27 settembre 2013 13:18
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