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fricz

Tema: l'ode Marzo 1821 di Alessandro Manzoni this question feed

Inviata da fricz on 05 giugno 2013 12:18
fricz

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Marzo 1821 è un ode risalente ai mesi in cui sembrava imminente un intervento militare di Carlo Alberto (reggente di Sardegna) in Lombardia per sostenere i moti carbonari contro gli Austriaci, cosa che in realtà non avvenne a causa dell'abdicazione del sovrano.

Manzoni immagina che i soldati piemontesi abbiano già varcato il Ticino, che segna il confine tra il regno di Sardegna e il Lombardo-Veneto, e si siano ormai uniti ai liberali lombardi nella lotta contro il comune nemico straniero.

L'ode è dedicata a Teodoro Körner, un patriota tedesco caduto in battaglia contro Napoleone e simbolo per l'autore dell'amor patrio che porta all'estremo sacrificio in nome di una causa giusta come l'indipendenza nazionale. Il testo non venne pubblicato a causa della censura, tuttavia circolò manoscritto in forma clandestina e venne dato alle stampe solo nel 1848 (la forma metrica, ovvero ottave di decasillabi, è analoga a quella del coro del Conte di Carmagnola sulla battaglia di Maclodio).

Alcuni passi del testo verranno ripresi da G. Berchet nel Giuramento di Pontida (1829), che ha in comune con l'ode manzoniana anche la veste metrica.

05 giugno 2013 12:36
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Manzoni nell’ode Marzo 1821 esprime i suoi sentimenti contrari alla situazione degli italiani dominati da popoli stranieri. Il Risorgimento è l'epoca in cui il popolo italiano si rende consapevole di poter diventare un unico stato che può riprendersi la sua terra e cacciare oltre i confini tutti i nemici oppressori.

Manzoni mete in evidenza il fatto che tutta l'Italia é pronta alla lotta contro chi annienta il suolo italiano. Qualsiasi italiano in cuore aspira alla libertà dalla lunga schiavitù degli stranieri ed pronto, per la sua patria, a combattere anche con il proprio sacrificio fino alla morte. Essere patrioti vuol dire avere l'orgoglio della propria terra, combattere per lei, morire per lei, sacrificare la propria vita per un futuro migliore. Manzoni pensa che si sta avvicinando il giorno del riscatto, della rivincita.

Sarà un giorno felice perché gli italiani raggiungeranno la libertà alzando la bandiera tricolore, termineranno le angherie degli stranieri e la cultura e la lingua italiana trionferanno. Saranno giorni tristissimi, invece, per coloro che per viltà non hanno partecipato a questa lotta di liberazione: quando racconteranno ai loro figli la lotta per la patria dovranno dire loro dispiaciuti: “Io non c'ero” suscitando vergogna.

13 giugno 2013 14:25
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