farfina

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Come si può definire un colloide?

Ciao Pippolippo!

Un colloide è uno stadio intermedio tra la soluzione omogenea e la dispersione eterogenea.

A differenza delle soluzioni omogenee i colloidi si presentano torbidi, non seguono le leggi alle leggi dell'ebullioscopia e crioscopia, e manifestano tensioni di vapore e pressione osmotica non regolari.

I colloidi li incontriamo tutti i giorni. Ad esempio sono colloidi il burro e l'asfalto. Oltre ovviamente alla ... colla!!!

Come si fa a riconoscere se una sillaba è lunga o breve in latino?

Il metodo migliore è controllare sul vocabolario :)

A parte questo esistono alcuni principi che aiutano a riconoscere la quantità delle sillabe:

- una vocale seguita da un'altra vocale è breve (vocalis ante vocalem brevis est);
- una vocale breve, quando è seguita da due o più consonanti, è lunga (lunga per posizione).
- i dittonghi (ae, au, ei, eu, oe, ui) sono lunghi;
- unius, istius, ipsius, ullius, totius hanno la I di -IUS lunga;
- I finale è lunga (fanno eccezione nisi, quasi; è ancipite in mihi, tibi, sibi, ubi, ibi);
- una parola non monosillaba, che termini in consonante diversa da s, ha l'ultima sillaba generalmente breve;
- i monosillabi che escono in vocale sono generalmente lunghi mentre quelli che escono in consonante sono in genere brevi
- O finale è lunga (fanno eccezione ego, duo, modo);
- U finale è lunga;
- as, -os, -es finali sono lunghe;
- is finale è generalmente breve;
- us finale è generalmente breve;
- sono brevi le enclitiche -que, -ve, -ne.

Mi serve il riassunto del primo capitolo dei Promessi Sposi!!! aiuto!!!

 Alessandro Manzoni apre il suo romanzo presentando i luoghi principali che faranno da sfondo alle vicende dei Promessi Sposi: il lago di Lecco, i monti che lo circondano, i campi e le stradine, il fiume Adda, la città di Lecco ed i paesini circostanti. La città di Lecco dà subito l\'autore lo spunto per accennare con ironia alla dominazione spagnola, ed ai soldati stranieri che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell\'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l\'uve, e alleggerire a\' contadini le fatiche della vendemmia, intendendo chiaramente gli stupri, le violenze, i furti ed i soprusi commessi da loro commessi.
Lungo una di quelle stradine, il giorno 7 Novembre dell\'anno 1628, Don Abbondio, al termine della sua passeggiata quotidiana, sta tornando verso casa leggendo il breviario. Ad un bivo obbligato, nei pressi di un tabernacolo che riporta raffigurate le anime e le fiamme del purgatorio, il curato vede fermi due uomini e dai loro comportamenti capisce subito che sono lì per lui. L\'aspetto dei due uomini indica chiaramente che si tratta di \'bravi\': hanno capelli lunghi raccolti in una reticella, dalla quale esce solo un grande ciuffo che ricade loro sulla fronte, e sono equipaggiati con spadone, coltelli e pistole. A quel tempo personaggi simili erano molto comuni. Numerose grida aveva tentato in ogni modo di porre fine allo loro esistenza, senza però avere alcun successo, tanto erano potenti le caste e le fazioni per cui tali individui operavano.
I due malviventi si incamminano verso Don Abbondio, che prima valuta possibili vie di fuga, poi cerca di ricordare eventuali torti fatti a uomini potenti, infine accellera il passo correndo quasi loro incontro. Non potendo evitare il pericolo cerca almeno di ridurre l\'angosciante attesa.
I bravi non nascondono la loro missione: obbligare con minaccie Don Abbondio a non celebrare il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Celebre la frase questo matrimonio non s\'ha da fare, né domani, né mai. Il curato è terrorizzato dai due uomini, ad incutere in lui una paura ancora maggiore (come un fulmine durante un temporale) è il nome del loro mandante: Don Rodrigo. Don Abbondio per sua natura non può quindi che dichiararsi disposto all\'obbedienza. Cerca però almeno di farsi dare suggerimenti su come agire, ma i due bravi hanno però ormai svolto la loro missione, salutano il curato e lo lasciano solo con la sua disperazione.
Vivendo in una società spietata ed essendosi reso subito conto d\'essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro, non essendo nato nobile, né ricco e né tantomeno coraggioso, Don Abbondio aveva da giovane ubbidito di buon grado ai parenti, che lo volevano prete. La sua non era stata pertanto una vocazione, ma solo la necessità di entrare a far parte di una classe forte e riverita.
Durante tutta la sua vita aveva quindi cercato di tenersi fuori da ogni contesa, di cedere in quelle che doveva inevitabilmente affrontare, di non prendere mai posizione, se non, al limite, quella del più forte, senza però esporsi troppo. Si può quindi ben capire quale fosse la disperazione e lo sconforto di Don Abbondio in quel momento, inveisce prima contro Renzo e poi contro Don Rodrigo.
Giunto infine a casa, il curato non riesce a nascondere il proprio stato d\'animo alla sua serva, Perpetua, che subito cerca in ogni modo di conoscere il suo segreto (i bravi l\'hanno minacciato anche di non dir niente a nessuno). La volontà di trovare conforto in una persona fidata è troppo grande nel curato ed anche la volontà di Perpetua di conoscere gli avvenimenti lo è altrettando, dopo aver più volte fatto giurare la donna di non dire niente a nessuno, Don Abbondio finisce quindi per confessarle tutto. Perpetua suggerisce al suo padrone di chiedere l\'intervento dell\'arcivescovo. Don Abbondio non accetta il consiglio, temendo sempre più che il suo segreto diventi di dominio pubblico. Lascia alla sua donna e si rifugia nella sua camera da letto, non prima di aver chiesto ancora una volta alla serva di mantenere il silenzio.

Che cosa sono le Chansons de geste?

 Sono la raccolta di componimenti epici francesi, perlopiù anonimi, che trattano di episodivalorosi del passato, come indica il loro nome. Composti fra l’XI e il XV secolo, sono destinatia essere recitati con un accompagnato musicale; comprendono dagli 8000 ai 10.000versi, perlopiù decasillabi, raggruppati in lasse e legati tra loro da assonanze. Le loro origini,tuttora incerte, sono fatte risalire a canti epici successivamente influenzati dal folclore germanico,o alla rielaborazione, da parte di trovatori e trovieri (troubadours e trouvères), di raccontiche i monaci narravano ai pellegrini in visita alle tombe degli eroi.In funzione alla figura cui si ispirano gli autori, i poemi cavallereschi si suddividono in trecicli: ciclo carolingio, ciclo bretone e ciclo classico.• Il ciclo carolingio ha per protagonisti eroi guerrieri in lotta per la difesa della propria religione:figura centrale è quella di Carlo Magno, rappresentato come campione della cristianità.• Il ciclo bretone è basato, perlopiù, su tradizioni celtiche e ha tra i suoi principali esponentiChrétien de Troyes e Maria di Francia.• Il ciclo classico riesuma con spirito medievale le imprese degli eroi di Troia e di Tebe, comeanche di Alessandro Magno, trasformandoli in paladini cristiani. Ricordiamo che l’operapiù indicativa di questo ciclo è il Roman d’Alexandre.All’argomento cavalleresco si aggiunse in seguito quello dell’amor cortese. 

Quali sono state le principali azioni politiche di Ottaviano Augusto durante il suo principato?

 Con la morte di Antonio, Ottaviano rimase l'unico personaggio che poteva governare Roma; per attenuare l'eccessivamilitarizzazione dei cittadini, ridusse le legioni da 60 a 28 e ai soldati congedati fu consegnato un premio in denaro,e ai veterani un appezzamento di terreno. Per non rendere subito chiaro il passaggio che voleva fare, dalla repubblicaalla monarchia, e alimentare i sospetti Ottaviano aspettò che il senato gli attribuisse gradualmente una serie dicariche, che riunite nella stessa persona conferivano un grande potere:• Dalla fine del triumvirato, nel 32 a.C., fu nominato ogni anno console.• Nel 28 a.C. divenne princeps senatus (primo del senato) che il dava il potere di presiedere e convocarel'assemblea dei senatori• Il 27 a.C. il senato gli attribuì il titolo di Augustus, che gli conferiva una protezione divina.• Nel 27 a.C. rinunciò al consolato, ma il senato gli attribuì i titoli di: imperium proconsolare (comando su tutte leprovince e legioni) e la tribunicia potestas il potere dei tribuni della plebe senza limiti di tempo.• Il 19 a.C. divenne console a vita, prefetto dei costumi ( vigilare sulla moralità pubblica) e pontefice massimo.• Infine nel 2 a.C. fu proclamato padre della patria.Ottaviano ebbe molta cura dell'amministrazione territoriale, dividendo le terre in Province imperiali (sotto il direttocontrollo di Ottaviano, comprendeva anche l'Egitto e le tasse che venivano versate andavano nella cassa personaledell'imperatore chiamata fisco) e in Province senatorie ( amministrate dal senato con l'appoggio dei proconsoli epretori, le tesse finivano nella cassa dello Stato o erario). Inoltre inserì nuovi organismi:• Prefettura urbana: formata da tre corti, assicurava la sicurezza pubblica• Prefettura dei vigili: formato principalmente da schiavi liberi, durante la notte vigilava la città edera anche adettaalla difesa contro gli incendi• Prefettura dell'annona: provvedeva ai rifornimenti e alla distribuzione gratuita degli alimentare• Guardia pretoria: corpo militare composto da nove persone e guidati dal prefetto del pretorio, dovevanoproteggere il princeps (principe ovvero Ottaviano)Inoltre divise l'Italia in undici regioni, per trovare un rimedio alla grave disoccupazione iniziò la costruzione digrandi opere pubbliche come nel 9 a.C. l'Ara Pacis, un altare dedicato alla pace. Ma non trascurò le imprese militarie le conquiste, le ultime tribù in Spagna vennero domate assicurando la conquista della penisola iberica, nelle Alpivennero fondate le colonie di: Augusta taurinorum e Augusta Pretoria; i figli di Ottaviano o Augusto, Tiberio eDruso costituirono le province di Nuoro e Rezia. Tiberio inoltre, giunse fino al Danubio fondando la provinciadell'Illirico dove sedò una rivolta nel 6 d.C., in più costituì anche le provincie della Dalmazia e della Pannonia.Augusto tentò di conquistare la Germania e l'Europa continentale, affidò il compito ai figli che avanzarono oltre ilReno sottomettendo i Batavi, i Frisoni e i Marcomanni, nel 9 d.C. però ottennero una sonora sconfitta nella selva diTeutoburgo da Arminio, capo dei Cherusi; questo disastro ha molta importanza per la storia romana infatti, costrinseRoma a rinunciare alla conquista dell'Europa continentale. In Oriente, Augusto scelse una politica diversa, infatti agìper vie diplomatiche ottenendo: le insegne romane perdute da Crasso nella battaglia di Carre nel 53 a.C., enell'Armenia, nella Tracia, nel Bosforo e nel Ponto insediò sovrani favorevoli all'impero romano.Ottaviano, cercò di porre rimedio al problema della successione dopo la sua morte, scegliendo un sovrano ben vistodal senato e dall'esercito; per questo scelse il suo figliastro Tiberio, affermando così il principio della successioneereditaria.

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