fiorellino

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Cordofoni?

Ciao Cremino,

i cordofoni sono strumenti musicali forniti di una o più corde tese tra punti fissi, che vengono fatte vibrare attraverso pizzico, percussione o sfregamento. La diversa modalità della produzione del suono li divide in tre sottoclassi: 1) cordofoni a pizzico, divisi a loro volta in: a) pizzico diretto, tramite unghia o penna (arpa, salterio, liuto, chitarra, mandolino); b) pizzico indiretto, tramite tasto che agisce su un meccanismo (clavicembalo); 2) cordofoni a percussione, divisi in: a) percussione diretta, tramite bacchette (cimbalom, cetra); b) percussione indiretta, tramite tasto che attiva un martelletto (clavicordo, pianoforte, pianola); 3) cordofoni a sfregamento, divisi in: a) sfregamento diretto, tramite archetto (ribeca, lira , violino, viola, violoncello, contrabbasso); b) sfregamento indiretto, tramite ruota che sfrega su tutte le corde (ghironda).

Come si definisce un legame covalente?

Ciao Paperina,

il legame covalente consiste nella condivisione di una o più coppie di elettroni.

Si verifica quando la differenza di elettronegatività tra un gruppo di atomi che si legano non è sufficientemente elevata da giustificare un trasferimento di elettroni dall'atomo meno elettronegativo a quello più elettronegativo.

Si ha un legame covalente puro quando gli atomi hanno la medesima elettronegatività.

Si ha invece un legame covalente polare quando i doppietti elettronici in comune tra gli atomi non sono equamente condivisi. In questo caso gli elettroni di legame sono più vicini all’atomo più elettronegativo, che acquista così una parziale carica negativa, mentre l’altro atomo acquista una parziale carica positiva.

Che cosa è un monoide?

Ciao sfogliatella!

Un monoide M è un insieme che esercita una singola operazione binaria, chiamata prodotto. Ad ogni coppia di elementi a, b associa un elemento ab, rispettando i seguenti assiomi:

Magma: il prodotto ab degli elementi appartiene sempre ad M o in altre parole M è chiuso rispetto al prodotto

Semigruppo: il prodotto è associativo: dati a, b, c appartenenti a M, vale (ab)c = a(bc).

Esiste in M un elemento neutro n tale che na = an = a per ogni a in M

Sapete indicarmi qualche caratteristica peculiare del dialetto panfilio in greco antico?

Il dialetto panfilio ha molte caratteristiche peculiari perchè era il dialetto parlato nella regione micro-asiatica della Panfilia e quindi ha conosciuto uno sviluppo piuttosto isolato dagli influssi della madrepatria.

Inoltre i coloni della Panfilia provenivano da aree diverse e quindi si creò una mescolanza di dialetti sia eolici che dorici.

Tra le caratteristiche fonetiche e morfologiche più peculiari di questo dialetto ti segnalo:

  • La sopressione delle vocali brevi iniziali

  • La Conservazione del digamma, e la trasformazione del digamma iniziale in φ

  • La mancanza dell'articolo, dovuto al fatto che il panfilio si è distaccato dal resto dei dialetti greci e si è evoluto in maniera prima che il pronome cataforico assumesse la funzione di articolo determinativo

Mi raccontate di cosa parla il terzo libro dell'Eneide?

Nel terzo libro Enea continua il racconto delle sue avventure a Didone.

Dopo aver radunato i sopravvissuti dell'assedio di Troia, Enea parte con una flotta di navi e approda nell'isola di Delo dove consulta l'Oracolo che gli indica di mettersi alla ricerca della terra d'origine dei Troiani. Quando l'avrà trovata la loro stirpe prospererà nei secoli.

Anchise, il padre di Enea, ritiene che la terra d'origine dei Troiani sia l'isola di Creta da cui partì il capostipite Teucro. Enea approda a Creta; ma qui gli dèi Penati agli appaiono in sogno e gli spiegano che la terra che cercano non è Creta, ma la città di Corythus in Italia.

La destinazione dell'Italia viene confermata anche da Eleno, figlio di Priamo, che Enea incontra Butrinto in Epiro. In Epiro incontra anche Andromaca, moglie di Ettore, e insieme piangono il grande eroe troiano.  Eleno suggerisce ad Enea di recarsi a Cuma per consultare la Sibilla ed avere indizi da lei sulla meta del suo viaggio. 

Superate Scilla e Cariddi e giunti in Sicilia, Enea ed i suoi scampano ad un attacco di Polifemo, e riescono anche a trarre in salvo un compagno superstite di Ulisse rimasto prigioniero del ciclope.

Il viaggio in mare riprende ma durante la traversata Anchise muore.

A questo punto Giunone scatena la tempesta che li ha portati a Cartagine e il racconto di Enea a Didone termina.

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