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Mi parlate di Andrea Pisano?

 Figlio di Ser Ugolino di Nino, notaio di Pisa, lo scultore 

Andrea Pisano è noto anche con il nome di Andrea da 

Pontedera. Le prime notizie sicure riguardano l’esecuzione 

della porta bronzeadel Battistero di Firenze, firmata dal- 

l’artista e datata 1330; contrariamente alla consuetudine, 

questa data si riferisce all’inizio dei lavori, terminati nel 

1336 e condotti con l’ausilio di vari collaboratori. Alla 

morte di Giotto, nel 1337, venne affidato ad Andrea il 

ruolo di Capomastro dell’Opera del Duomo, carica che lo 

portò ad occuparsi soprattutto della continuazione del 

Campanile avviato da Giotto. Lo scultore eseguì le formel- 

le raffiguranti le Storie della Genesi, le Arti meccaniche, 

forse su disegno di Giotto, ed inoltre quelle con le Virtù, i 

Pianeti, le Arti Liberalie i Sacramenti. Dopo la caduta del 

signore di Firenze Gualtieri di Brienne, cacciato dalla città 

nel 1343, Andrea si recò probabilmente a Pisa, dove ese- 

guì con l’aiuto della bottega la tomba del vescovo Saltarel- 

li nella chiesa di Santa Caterina. Nel 1347-48 lo scultore è 

documentato a Orvieto, come responsabile del cantiere 

della Cattedrale e impegnato soprattutto nel restauro della 

facciata. Sepolto nella Cattedrale 

di Firenze, lo scultore era sicuramente già morto nel 1358.

Di cosa parla Gargantua e Pantagruel di Rabelais?

Gargantua e Pantagruel può essere considerato il capolavoro della letteratura francese del Cinquecento.Pantagruel è il re dei Dipsodi e figlio del gigante Gargantua. Dopo il successo del primo libro, lo scrittoreè, così, spinto dalla voglia di rielaborare il racconto dal quale ha preso spunto, scrivendo lastoria del gigante Gargantua (nonché padre di Pantagruel). Ma per meglio comprendere levicende storiche che accompagnano questi personaggi, è bene ricorrere a esempi estrapolatidai vari capitoli del testo, che possano facilitare la comprensione della trama.Gargantua nasce dall’orecchio di sua madre, Gargamelle, alla fine di una gravidanza durataundici mesi (capitoli III-V) e la sua prima reazione fu di chiedere da bere a gran voce. Ilpadre, Grandgousier, allora osserva: “Que grant tu as!” (“Che grande gola che hai!”), e da quiil nome Gargantua (capitolo VI). Comincia così l’infanzia del gigante, allattato da una mandria di mucche e vestito con metri e metri di tela, finché, a cinque anni, inventa il “forbiculo”,salace presa in giro della civiltà cinquecentesca (capitoli VII-XIII). Segue il racconto dell’educazionedel bambino, prima affidato a dotti e pedanti maestri di cultura medievale(capitolo XIV), poi inviato alla scuola dei “sorbonagri” a Parigi, dove fa il suo ingresso acavallo di un’enorme giumenta agghindata con le campane strappate dal campanile di Notre-Dame (capitoli XV-XXII) e quindi istruito secondo i princìpi dell’Umanesimo (capitoliXXIII-XXIV). Nel frattempo, il paese di Gargantua scende in guerra contro i sudditi diPicrochole per una questione di focacce (capitoli XXV-LI). Il gigante allora interrompe glistudi per accorrere in aiuto del padre e, nel corso del conflitto, incontra l’eroico frate Jean, suconsiglio del quale, dopo la vittoriosa conclusione della guerra, fa costruire l’abbazia diThélème, la cui unica regola è “fai ciò che vuoi” (capitoli LII-LVII).Alla nascita di Pantagruel, la madre Badebec muore, cosicché il padre Gargantua non sa sepiangere “come un vitello” o ridere “come una vacca”. Dopo che numerosi segni accompagnanoquesta nascita prodigiosa, è raccontata l’infanzia di Pantagruel (capitoli IV-VII), la letterasull’educazione che il padre gli invia (capitolo VIII) e l’incontro con Panurge, che diventeràl’inseparabile compagno della sua vita (capitolo IX). Segue l’epopea della guerra controi Dipsodi (gli assetati), nel corso della quale Panurge prende al laccio 660 cavalieri ePantraguel uccide 300 giganti (capitolo XVI), allaga una città con la sua urina (capitoloXVIII) e sconfigge in duello il capo dei nemici, Loup-Garou (Lupo mannaro) (capitolo XXII).Nel capitolo XXIII, di ritorno da un viaggio dentro la bocca del gigante, il narratoreAlcofribas Nasier promette ai lettori che scriverà presto il seguito della storia.Come s’è detto, il libro che Rabelais scrisse dopo il Pantagruel fu il suo antefatto; l’autorescrisse il seguito del Pantagruel nel Terzo libro, dove il protagonista è Panurge. Riflessionesulla prodigalità e sul matrimonio, questo libro appare più legato all’attualità rispetto ai dueprecedenti, in particolare adombra il dibattito sulla superiorità o inferiorità del sesso femminile.Dopo avere rapidamente dilapidato una cospicua eredità, Panurge si lancia in un elogiodello sperpero del denaro e dei debiti, quindi annuncia la sua intenzione di sposarsi e,sotto lo sguardo divertito di Pantagruel, effettua un sondaggio tra indovini, poeti, teologi,filosofi e medici per scoprire se sia bene o no prendere moglie. Infine, decide di sottoporre laquestione all’oracolo della Diva Bottiglia. Questa decisione servirà da pretesto per il Quartoe il Quinto libro, anch’essi legati ad argomenti d’attualità, come la critica contro i magistratie contro il papa (con il quale era allora in contrasto il re di Francia Enrico II) che costò alQuarto libro la censura dei teologi della Sorbona. Il Quarto e il Quinto libro raccontano quindiil viaggio di Pantagruel e Panurge per mari e terre inesplorate, fino all’arrivo nel regnodove si trova il tempio della Diva Bottiglia. Interrogato da Panurge, l’oracolo pronuncia unasola parola: “Trinch” (cioè “bevi”), incitando l’eroe ai piaceri del buon vino che riempie “l’animadi tutte le verità, tutto il sapere e tutte le filosofie”.Il capolavoro di Rabelais utilizza sapientemente fonti popolari e letterarie, antiche e moderne,così come mescola lingue colte (greco, latino, ebraico), dialetti e idiomi inventati (il dialettodegli Antipodi). La varietà e la complessità dei riferimenti impedisce di classificare l’operaunicamente come parodia, né la si può considerare solo frutto dell’ateismo dell’autore(l’irriverenza religiosa era a quei tempi abbastanza frequente in certi ambienti) o della militanzadi Rabelais nelle file dell’Umanesimo; la lettera sull’educazione che Gargantua scrive alfiglio, per esempio, può essere letta sia come una manifestazione di fiducia entusiastica neiprincìpi umanistici, sia come una parodia dei suoi eccessi. Poliedrica, esuberante, eccessiva,caratterizzata dall’ingrandimento delle funzioni fisiologiche dei suoi eroi unito alla descrizioneminuziosa di dettagli incredibili, l’opera di Rabelais sfugge a ogni interpretazioneriduttiva e si presta a molteplici letture.

Devo fare una breve ricerca sulla Torre di Londra

La Torre di Londra è un complessodi diversi edifici costruito a piùriprese fin dal medioevo. Nel 1988è stata dichiarata dall’UNESCO patrimoniodell’umanità. La struttura piùantica è la White Tower che risaleall’XI secolo. Il complesso fortificatoè stato usato nel corso del tempocome palazzo reale, prigione perdetenuti nobili, polveriera. Dal 1303vi sono depositati i gioielli dellaCorona, difesi da guardie armate.

Che cosa è una proposizione predicativa

Una proposizione che fa riferimento a una proprietà o caratteristica di alcuni elementi di un insieme si chiama predicato. Le frasi formate da un predicato che ha alcuni argomenti incogniti si dicono enunciati aperti.Per esempio, p = “x è un numero intero maggiore di 10” è un enunciato aperto.Consideriamo ora le seguenti affermazioni:    •    "Tutti gli uomini sono mortali" si riferisce a un qualsiasi essere umano;    •    "Tutti i multipli di 6 sono anche multipli di 2" è vera per tutti i numeri multipli di 6;    •    "Ogni numero negativo è minore di ogni numero positivo".I predicati precedenti non riguardano un elemento specifico ma una certa quantità di elementi. I termini "tutti" e "ogni", detti quantificatori universali, indicano che una proprietà è vera per tutti gli elementi di un certo insieme. In logica matematica si usa il simbolo , leggi "per ogni", per indicare il quantificatore universale.Vediamo ora i seguenti predicati:    •    "Esiste un numero che elevato al quadrato dà 16"    •    "Alcuni numeri pari sono anche multipli di 3."Queste affermazioni esprimono proprietà che sono vere almeno per un elemento dell'insieme di riferimento: la prima frase è vera per i numeri +4 e -4, la seconda frase è vera per i numeri 6, 12, 18, …

Che cosa vuol dire "implicazione" nel linguaggio logico-matematico

Nel linguaggio matematico sono comuni proposizioni del tipo “Se p allora q”. Ad esempio “Se un numero è multiplo di 12 allora è multiplo di 3”. La frase precedente può essere espressa dicendo:“Essere multiplo di 12 implica essere multiplo di 3”.In logica frasi del tipo “Se p allora q” vengono tradotte utilizzando l’operatore infisso (ovvero interposto fra le proposizioni)  detto implicazione.La scrittura “se p allora q” si traduce con la scrittura , che si legge “p implica q”.La proposizione p è detta antecedente, (o ipotesi) la proposizione B è detta conseguente (o tesi).Il significato logico della proposizione formula è che “tutte le volte che la proposizione p è vera allora risulta vera anche la proposizione q”. Ovvero non si dà il caso che p sia vera e q sia falsa.Per esempio, l'affermazione “Se c'è il sole andiamo al mare” è falsa solo quando c'è il sole e non andiamo al mare; l'affermazione, infatti, non dice nulla se il sole non c'è: quindi se non c'è il sole si è liberi di andare o non andare al mare. Anche l'affermazione “Se studi sarai promosso” dice solo che se studi dovrai essere promosso, non dice nulla per il caso in cui tu non studi, in questo caso infatti potrai essere ugualmente promosso.

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