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Ultime domande

Ultime risposte

Chi erano gli ediles nell'antica Roma?

Gli ediles erano magistrature inizialmente riservate alla plebe (aedilis plebis) addette al tempio di Cerere in cui erano custoditi l'archivio e la cassa dello Stato.

Nel IV secolo a.C. furono creati gli aediles curules, due magistrati, alternativamente patrizi e plebei, che affiancarono gli aediles plebis con compiti anche giudiziari. Furono detti curulis perché fu concesso loro il diritto della sella curulis, caratteristico delle magistrature più alte.

In epoca più tarda (44 a.C.) Cesare creò altri due magistrati edili, detti aediles ceriales che erano responsabili dell'approvvigionamento del grano della città di Roma e della gestione dell'Annona.

Con Augusto e l'età imperiale questa magistratura decadde e molti compiti degli edili furono assegnati ai pretori, ai questori e al prefetto della città.

Che cos'è il ciclo di Carnot?

Il ciclo di Carnot (dal fisico francese Sadi Carnot) è il ciclo termodinamico che evolve tra due sole sorgenti con il rendimento termodinamico maggiore,

Il ciclo di Carnot costituito da due trasformazioni reversibili isoterme e da due trasformazioni irreversibili adiabatiche durante le quali non si producono scambi di calore con l'esterno.

E' un ciclo puramente teorico e la sua realizzazione richiede la creazione di una macchina teorica detta appunto macchina di Carnot. Disponendo di una macchina di Carnot ideale e di un fluido perfetto, sarebbe possibile ottenere del lavoro in un sistema riportando al termine del ciclo il sistema stesso nelle condizioni iniziali.

Che cosa è lo Ius Gentium?

Ciao!

Lo Ius Gentium (diritto dei popoli) è quel corpus di regole del diritto romano che è fondato sulla ratio naturalis e cioè sulle abitudini e le consuetudini comuni agli uomini di ogni luogo e tempo. Queste norme quindi sono connaturate con l'uomo e legittime per qualunque popolo.

Si può definire come complementare allo Ius Civile che invece è basato su leggi scritte che valgono all'interno di ciascuna comunità. "Ciò che invece ha stabilito la naturalis ratio tra tutti gli uomini viene in eguale misura osservato presso tutti i popoli ed è chiamato ius gentium, quasi come del diritto di cui si servono tutte le genti. E così il popolo romano si serve in parte del diritto proprio, parte del diritto comune a tutte le genti" (Gaio, Istitutiones).
 

Che cosa è il Test di Turing?

Il test di Turing è un criterio per determinare se una macchina sia in grado di pensare. Tale criterio è stato definito da Alan Turing nell\'articolo "Computing machinery and intelligence", apparso nel 1950 sulla rivista Mind,[1] ma era già stato delineato da Cartesio nel Discorso sul metodo del 1637.

Nell\'articolo Turing prende spunto da un gioco, chiamato "gioco dell\'imitazione",  in cui ci sono tre partecipanti: un uomo A, una donna B, e una terza persona C. Quest\'ultimo è tenuto separato dagli altri due e tramite una serie di domande deve stabilire qual è l\'uomo e quale la donna. Dal canto loro anche A e B hanno dei compiti: A deve ingannare C e portarlo a fare un\'identificazione errata, mentre B deve aiutarlo. Affinché C non possa disporre di alcun indizio (come l\'analisi della grafia o della voce), le risposte alle domande di C devono essere dattiloscritte o similarmente trasmesse.
Il test di Turing si basa sul presupposto che una macchina si sostituisca ad A. Se la percentuale di volte in cui C indovina chi sia l\'uomo e chi la donna è simile prima e dopo la sostituzione di A con la macchina, allora la macchina stessa dovrebbe essere considerata intelligente, dal momento che - in questa situazione - sarebbe indistinguibile da un essere umano.

Devo commentare la poesia di Petrarca \"Chiare, fresche e dolci acque\"!

In questa canzone, che è la poesia più conosciuta del Canzoniere petrarchesco, il poeta si ritrova in un locus amenus: si tratta di un topos classico e, nello specifico, di un ambiente naturale perfetto. Esso si caratterizza per i seguenti elementi: è un luogo isolato con prato, fiori, piante rigogliose che proteggono il sole; presenza di un’aria fresca, mossa, ma non ventosa e sgradevole: è come una brezza marina; presenza di una fresca fonte di ruscello che dà frescura, dove l’acqua è placida; cinguettio di uccelli intorno; cielo azzurro.

Per alcuni studiosi si tratta di un paradiso terrestre (eden). I latini hanno descritto tale locus come un luogo mitico, dell’età dell’oro (riferimento ad Ovidio). Questa immagine si è mantenuta nel tempo e si è arricchita di significati diversi. La natura si offre nella sua semplicità ed è a disposizione dell’uomo; è anche il luogo dove regna l’amore. C’è un contrasto tra piano del passato e piano del presente. Il tema della memoria si introduce in questo brano attraverso la memoria del poeta che rievoca la sua esperienza amorosa: Laura, la donna amata, appare stilizzata in quanto è rievocata con tutte le caratteristiche tipiche del dolce stil novo. In questo testo manca tuttavia l’interpretazione teologica della donna.

Per recuperare il contatto con Laura, Petrarca immagina una visitazione di questa donna, immaginando cioè che lei torni e che svolga il ruolo di intermediatrice tra lui e Dio. Ma a Petrarca non interessa l’incontro con Dio, ma illudersi di potersi ricongiungere con Laura: è come se Petrarca proiettasse in questa esperienza quello che non ha avuto nella vita terrena.

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