lippo

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Qualcuno saprebbe spiegarmi perchè nell'atomo l'elettrone non cade sul nucleo?

Se all'interno dell'atomo vigessero le leggi della meccanica classica accadrebbe quello che tu sostieni. L'elettrone, sottoposto ad una accelerazione centripeta, disperderebbe energia in forma di onde elettromagnetiche fino a cadere sul nucleo.

A dimensioni sub-atomiche valgono però le i principi della meccanica quantistica che sono purtroppo molto meno intuitivi di quelli della meccanica classica.

Uno di questi principi è quello degli orbitali quantici per cui esiste un orbitale minimo-limite sotto il quale l'elettrone non può "scendere".

Un altro principio è quello di indeterminazione di Pauli: "Non è possibile determinare con precisione assoluta contemporaneamente la posizione e la velocità di una particella". Questo comporta che, in un atomo, l'elettrone collassato sul nucleo no può esistere altrimenti sia velocità che posizione sarebbero determinate con precisione assoluta.

ciao!

Qual\'è la condizione di tangenza tra una retta ed una parabola?

Una retta si dice in generale tangente ad una curva se ha un solo punto in comune con la curva ( per chi ha conoscenze di analisi la tangente in un punto è la posizione limite della retta secante passante per un secondo punto quando quest\'ultimo punto si avvicina al primo); la condizione algebrica che consente di determinare la retta tangente alla parabola è che il discriminante dell\'equazione risolvente il sistema dell\'intersezione tra la retta e la parabola sia uguale a zero.

Di cosa parla la novella di Frate Cipolla del Decameron di Boccaccio???

Te la riassumo in poche parole:

Frate Ci­polla si reca a Certaldo per raccogliere elemo­sine. Egli dichiara di aver portato con sé come prezio­sissima reliquia la penna lasciata dall\'Arcangelo Ga­briele alla Madonna.

Accortosi che gli avevano giocato un brutto tiro e la penna era stata scambiata con due carboni, non si perde d\'animo e nar­ra di un misterioso viaggio durante il quale avrebbe scambiato la penna con i carboni utilizzati per marti­rizzare san Lorenzo e che hanno per di più la miracolosa virtù di rigenerarsi.

La folla è felice e lascia offer­te più abbondanti del solito.
 

Le Myricae di Giovanni Pascoli

 Il titolo dell’opera, Myricae, cioè tamerici (sono arbusti umili e comuni), nasce da due

importanti influenze: innanzitutto la conoscenza di fiori e piante della campagna, luogodell’infanzie del poeta, poi la sua profonda conoscenza dei poeti classici. Virgilio, nellaquarta “Bucolica”, aveva detto: “non omnis arbusta iuvant humilesque myricae” (non a tuttipiacciono gli arbusti e le umili tamerici). Pascoli priva la citazione di Virgilio del “non omnis”,ribaltandone il significato: se il poeta classico desiderava parlare di “cose un po’ più grandi” delletamerici, a Pascoli interessano proprio queste, cioè gli oggetti semplici ed umili. Dal titolodell’opera capiamo come questa sia una raccolta di poesie agresti, che trattano temi quotidiani.Già Pascoli, nella sua “Prefazione” all’opera, ne riassume brevemente alcuni temi: il lutto, lamemoria ed il dolore per i morti (in questa raccolta compaiono “X Agosto”, “La cavallina storna”e “L’assiuolo”), ma anche la campagna, i suoi suoni, le sue voci segrete, voci a volte rassicuranti avolte inquietanti (il frullo delle ali degli uccelli, lo stormire dei cipressi, il suono delle campane).Sempre nella prefazione compare la natura, assimilata ad una dolce e comprensiva figura materna,calunniata a torto dall’uomo che la incolpa del male che c’è sulla terra.La poesia di Myricae si propone modestamente, attenta ai temi quotidiani, alle piccole cosecantate con il linguaggio di tutti i giorni:comprensibile, quasi immediato. Ma nonostantel’apparente semplicità, l’opera di Pascoli va letta scindendo il significante dal significato, per poteraccedere alla psicologia del poeta.

Quali sono le congiunzioni coordinanti in latino???

Le congiunzioni servono ad unire le parti di una stessa proposizione oppure due o piu' proposizioni. Esse si distinguono in coordinanti e subordinanti.

Sono coordinanti quando collegano due proposizioni dello stesso grado, mentre sonosubordinanti quando collegano una proposizione subordinandone un'altra.

Le congiunzioni coordinanti sono:

COPULATIVE

et/ac/atque

e

-que

e

etiam

anche

neque/nec

ne', e non

ne... quidem

neppure

DISGIUNTIVE

aut

o

vel

o

sive/seu

ovvero, sia

AVVERSATIVE

sed/verum

ma, al contrario

at/atqui

ma, eppure

vero/autem

ma, invece

tamen

tuttavia

ceterum

del resto

DICHIARATIVE

nam/namque/etenim

infatti

enim

infatti

CONCLUSIVE

itaque

dunque

proinde

percio', pertanto

ideo

percio', pertanto

quare

per la qual cosa

LIMITATIVE

quidem

invero, almeno

equidem

per parte mia, certamente

CORRETTIVE

qui/quin etiam

che anzi, anzi

immo/immo vero

anzi, all'opposto

quamquam

sebbene

CORRELATIVE

et .. et

e ... e

cum .. tum..

sia .. sia..

tum ... tum

ora.. ora

non solum .. sed

non solo .. ma

modo ... modo

ora... ora

nunc ... nunc

ora... ora

non solum ... sed etiam

non solo ... ma anche

nec .. nec

ne' .. ne'

neque ... neque

ne' ... ne'

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